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mercoledì 5 settembre 2012

Ecchela!

L'AQUILA - Si, cavolo! A volte ritornano!
È proprio il caso di dirlo, questa volta, per la notissia scrittrice rionale che ha deciso finalmente di tornare a scrivere qualcosa sul suo blog.

Stiamo ovviamente parlando di Sara Ciambotti, che questa sera ha deciso di googolarsi e ha scoperto che il primo risultato che esce è La Regina Pop Corn, e una lacrimuccia sparuta le è scesa. E così ora si trova a gambe incrociate sul divano, davanti a lei la tivvù accesa su Tv Uno, perché deve studiare e una buona tazza di thè tropo calda, a pensare "Perché?".


Non che il suo blog le mancasse particolarmente, infatti la sua abitudine è tornata in auge solo perché non ha molto di meglio da fare, ma come si è risposta anche lei: "Perché no?".

Sara sente di dover dire qualcosa, non sa esattamente cosa, ma per ora si accontenta.

domenica 12 giugno 2011

Il Terremoto di Sara dentro Vieni via con me


Questa sera ho ricevuto una notizia che mi ha emozionata. Sono nella bibliografia del libro di Saviano Vieni via con me e sono anche citata sulla pagina web del programma. Durante la scorsa settimana sono stata parecchio male, il corpo sembra si sia rivoltato contro di me prima attraverso un dente del giudizio che non s'era mai fatto sentire e oggi attraverso un mal di pancia che dal dolore mi fa tremare le gambe. Sono stata così male che non ho potuto scrivere neanche un pezzo pezzettino picciò per l'editore, neanche per il blog e neanche roba mia. Però sono notizie come questa che mi fanno pensare che cavolo lo devo fare anche se sto male, perchè è importante scrivere anche con i denti stretti dal dolore, perchè la chiave di lettura che dà il dolore su alcune sensazioni non le può dare nessun'altra sensazione. Perchè ognuna di esse è, ovviamente, unica. E quindi grazie a Marco per avermelo detto.
Così:
-Sà, ma ti piace Saviano?-
-Boh, non l'ho mai letto, sono un po' prevenuta-
-Perchè lui ti ha citata sul suo libro-
-...-
-Vieni via con me, che riprende ogni puntata del programma. Stai nella bibliografia di quella su L'Aquila-
-...-
Ed è così che Marco m'ha resa felice, con un sorriso ebete e dolorante per (quasi) tutta la serata.

venerdì 26 febbraio 2010

Si puòòòòòò faaaaaaaaaaaaaaaareee di più!

Il circolo vizioso è un circolo vizioso, non ci stanno cazzi. E quando ci entro dentro non ci stanno cazzi uguale. Un pensiero distruttivo ne tira due, tre, poi quattro, poi cinque e via, mi rintano nel letto con la paura di cacciare il naso. Come se una lama potesse precipitare dal soffitto e tagliarmi via la punta. Come le cose si mettono poco meglio, arrivano sorrisi e rassicurazioni, caccio prima il naso, poi gli occhi, poi la bocca e il mento. Un piede, una mano e poi esco tutta, lascio le coperte ammucchiate sul letto e mi libero della zavorra depressiva. E' così che faccio ogni volta ed è sempre con la coda tra le gambe che mi rituffo nel rifugio caldo e mmorbido.
Ad oggi, questo momento pare passato.
Ieri pomeriggio avevo una cosa IMPORTANTISSIMA da fare, che mi metteva soggezione e mi insinuava una piccola dose di aspettativa.
Sono andata al primo dibattito, come giornalista.
Non sono proprio una giornalista, un quotidiano online de L'Aquila mi ha adottata e mi vuole allevare. E io mi faccio crescere il più floridamente possibile, scorazzando a destra e a manca con la macchina e andando alle conferenze e ai dibattiti che, per quanto pallosi, mi piacciono tanto.
Mi son messa la gonnellina, gli stivaletti e una maglia col collo a barchetta e mi sono buttata, alle 15 fuori l'auditorium. In macchina insieme a Rob Zombie mi sentivo grande, enorme, con la mia penna gigantesca che avrebbe scritto per filo e per segno tutto quello che avrebbero detto e la mano bionica sempre viva e attiva. Ma invece: sulla poltroncina ero piccola piccola, più piccola del mio metro e mezzo, disperata che non trovavo la cartella stampa nè il programma e bestemmiavo per la mano dolorante. Ero accanto a un giornalista de La Repubblica, il che mi permetteva di darmi un certo tono e spararmi quelle due o tre pose che altrimenti avrei evitato. Tre ore e mezza di dibattito, molto interessante ma anche molto, molto lungo. E' finito alle 18 e 30 ed io sono stata fino alle 20 e 30 a scriveere, prima a mano poi al pc. Alla fine, quando ho inviato l'email con l'articolo e ho spento il pc, mi sono andata a ubriacare.
Ed ero tanto, tanto fiera di me.

venerdì 23 ottobre 2009

Nudo&Crudo

Ieri sono stata radio, o meglio, al telefono con la radio. La trasmissione di chiama Nudo&Crudo e viene trasmessa su Radio1 Rai alle 13 e 30.

Ieri mattina sono partita presto perchè avevo un appuntamento improrogabile con una ditta di pompe e a ora di pranzo ero lì, nel panico perchè non sapevo come farmi contattare. I cellulari non prendevano, neanche fosse stato un bunker. Ma non sapevo che la radio tutto può, così ho chiesto al capo se poteva darmi il suo numero diretto della sala convegni, ho chiamato l'autrice del programma e le ho detto di chiamarmi a quel fisso.

Mi sono rinchiusa lì a fare una chiacchierata con l'etere, mentre gli amici scrivevano cartelli e li passavano sulle porte a vetri per farmi lanciare al mondo anche il loro messaggio. Non ci sono riusciti. Mi sono appolaiata sulla poltrona, gambe incrociate e cornetta in mano come fosse una borsa dell'acqua calda. Accanto a me c'era il capo che doveva lavorare, con un sorrisetto furbo è rimasto per tutto il tempo, anche se a un certo punto ho pensato che fosse talmente immerso nello schermo del pc, da stare per entrarvi davvero. E' stata un'esperienza molto bella, mi sono divertita. Non so parlare veloce, solo se tratto cose che so benissimo o che ho preparato precedentemente. Le domande che mi avrebbe fatto Giulia Fossà ovviamente non le sapevo, e la mia voce in diretta era tutto purchè veloce e sincopata. A una domanda, però, non riesco a dare una risposta: ma le speaker radiofoniche, parlano così anche nella vita reale? Io tenderei a dire di si, perchè..

Comunque, ecco il podcast della puntata.

mercoledì 7 ottobre 2009

La Storia

Ecco il link della puntata!

domenica 27 settembre 2009

Up above the world you fly Like a tea-tray in the sky

Se nessuno mi sentisse, urlerei come neanche Tarzan avvinghiato alla liana. Il 7 Ottobre esce il mio libro, Venerdì sono stata a fare un numero infinito di foto per Donna Moderna e il 6 Ottobre sarò in televisione. Eppure, cazzo, sto male! La mia vita privata va bene, benissimo, alla grande, ma io continuo a stare male. Un'insoddisfazione generale data dal troppo, si dice che il troppo stroppia, è vero. Dovrei essere al settimo cielo e dedicarmi tutta a me stessa, eppure sono frustrata e mi attacco alle stronzate o alle persone, perche mi serve sempre qualcosa da criticare.
Venerdì ho conosciuto un fotografo veramente tosto, Dario Orlandi, che mi ha fatto capire che gli sciacalli son sciacalli con la consapevolezza di esserlo, e che se fossero al nostro posto probabilmente la penserebbero come noi su di loro. Aveva la febbre e nonostante tutto mi ha raccontato tante cose su di sè e su di me, abbiamo mangiato un'insalata, la pasta e gli arrosticini, respirato polvere e violato la zona rossa, parlato di cacca, dei sebach e delle fidanzate, è venuto a casa a prendersi il caffè e un'aspirina, e alle 15 e 30 è ripartito per Firenze. Mi son divertita. E son cresciuta, di 2 cm di consapevolezza, ma mi son bastati a rendere la giornata propizia. Mi ha consigliato di iniziare a scrivere tante cose, di leggere Cecità. Lo farò. Intanto mi chiedo che ne sarà di me. Monotono eh? Ma è l'unica costate di questi giorni.

P.S. L'altro blog non ha più ragion d'essere, si torna qua in pianta stabile.

venerdì 29 maggio 2009

Euforia Milanese






Ridicola.

giovedì 16 ottobre 2008

Blanda analisi de Il Castello dei Destini Incrociati

Calvino prende i tarocchi e li dispone su un tavolo.
Poi li sovrappone l'uno all'altro, li mischia e li scambia.

I tarocchi hanno due significati.
Il primo è quello visibile agli occhi di chiunque. Il disegno. Il significante.
Il secondo è quello latente. Ciò che quell'immagine rappresenta in un linguaggio altro. Il significato.
Ne Il Castello dei Destini Incrociati, Calvino procede per immagini. Sovrapponendole l'una all'altra, ed accostandole. Ma senza mai scostarsi dal significante. L'unico fruibile a tutti. Soprattutto a uomini che son tutto tranne che cartomanti.
I suoi personaggi sono muti e l'unico mezzo che hanno per esprimersi sono proprio i tarocchi. E si servono di quelle figure per raccontare la loro storia. Calvino si declassa a mero traduttore di un ente superiore che predispone le sequenze da narrare. Il fato.

L'idea di narrare per tarocchi è originale, ma il risultato che ne esce, a mio avviso, è troppo macchinoso.
Le sette storie de Il Castello sono mal comprensibili, spesso interrotte dal narratore che introduce nuove carte e ne spiega la fisionomia.
Le storie de La Taverna dei Destini Incrociati, invece, sono molto più lineari. Leggermente arzigogolate ma molto più semplici e di impatto immediato.

Mi sento molto vicina a questa forma di narrazione, perchè se pur acerba, la mia mente procede per immagini. Le vede, le analizza e poi le racconta. E' come se qualcuno mi inculcasse un'idea, e da quell'idea ne venisse fuori una storia. In un processo a me del tutto estraneo.

giovedì 11 settembre 2008

Passètt Passètt

Ho appena mandato l'intervista a Leo Ortolani. Mi sento un tintinin soddisfatta.
Dove sarà la fregatura?

Intanto mi sono ufficialmente arruolata tra i collaboratori di questa rivistina indipendente e trimestrale: Re-Volver
Un passo avanti è stato fatto.



Ma quant'è bella sta foto?
Peccato sia così piccola.

mercoledì 9 luglio 2008

Idiotauro

giovedì 3 luglio 2008

Lei non sa chi sono io!



E' appena successo! E' stata una cosa che non sarebbe mai dovuta accadere.
Perdendo tempo in rete, sbocconcellando qua e là i siti, mi sono imbattuta nel netlog di una tipina dal nick b4mbolin4_hous3. Una tredicenne romana che nulla ha da spartire con me.
Forse.

Siamo OMONIME.

Non sarebbe dovuto succedere! In Italia siamo scarse 10 persone ad avere un cognome così strampalato (che mi ha portata ad essere derisa anche dai professori), figuriamoci se una persona, tanto più piccola e già provocante, si debba proprio chiamare Sara!

Mi sento espropriata di un mio diritto imprescindibile. La mia unicità!
E se qualcuno cercasse il mio nome su google e per sbaglio la dovesse trovare? E che penserebbe se leggesse quel nick loliteggiante?
Tra le altre cose, mi sono appena registrata su netlog, ho fatto tutta la trafila similburocratica per attivare l'account, e che scopro?? Che la tipina se la tira pure! E non la si può contattare a meno che non si è suoi amici.

Vi avviso! Qualunque cosa assurda doveste trovare in rete, ricordate che non sono io!
Chiaro?

venerdì 27 giugno 2008

Madame Harakiri


L'ho scritto.
Letto, riletto e finito.
Ma perchè non smetteri mai di metterci le mani? Perchè ogni volta che lo rivedo mi sembra che qualcosa non vada e ristravolgo tutto??
E soprattutto, perchè adesso che l'ho stampato e letto per l'ennesima volta, mi fa ufficialmente schifo?

venerdì 9 maggio 2008

Fuoco e Fiamme!

Oh cazzo sono al giro di boa!
Non so quante pagine ho scritto, penso poche, ma le conterò solo quando sarà tutto finito. Sennò mi vengono le paturnie e non scremo più niente.
Ma ora sono al giro di boa. E proprio adesso viene la parte più splatterosa. Più schifosa, più nuda e più cruda.
E griderò Fuoco e Fiamme!



O, molto più probabilmente, verrà fuori una schifezza tremenda. E griderò non fatemi soffrire, uccidetemi subito!

venerdì 25 aprile 2008

Inventissimevolmente



Ieri sono andata all'ufficio brevetti.
Appena entrata nell'ufficio, ed aver augurato a tutti una felice giornata, ho attaccato una pippa che non finiva mai.
Del tipo: ho un'idea che vorrei brevettare ma non ho la minima idea di come si faccia.. bla bla bla.. Sono completamente digiuna di burocrazia, di marche da bollo, tasse e diritti d'autore.. bla bla bla..
Il tizio, un po' sgomento, ha domandato -Ma lei ha un'invenzione?-
-No!- ho risposto io estereffatta.
-Allora cos'ha?-
-Un'idea!-
-Beh, si chiama comunque invenzione-

Invenzione?? Cazzo!
Ho un'invenzione che mi frulla per la testa!
Cazzo cazzo cazzo!

Comunque.. La mia invenzione costa. E costa pure cara.
In tutto, se dovessi portarla a termine, dovrò sborsare minimo 220€. Troppo per le mie tasche.

Il tizio della camera di commercio è stato gentilissimo, anche perchè ha dovuto affrontare un argomento imbarazzante. Avendo saputo cosa ho inventato, non sembrava trovare mai parole giuste per definirlo.

Anche la modulistica pare abbastanza chiara. Ci sono esempi, spazi per fare le prove dei disegni, e spazi per provare la lunghezza delle descrizioni.
Pare davvero una cosa goduriosa!
E molto interessante.
Penso che se mi dovessero richiamare al lavoro, brevetterò la mia INVENZIONE!

P.S. Ma perchè devono invadere di burocrazia-che-non-finisce-mai anche la fantasia. E soprattutto devono imporre a chi ha idee geniali (non idiote come le mie) dei salassi economici così imponenti?

mercoledì 23 aprile 2008

U.F.O.

Yeeeeeeee!!
Non posso non segnalarlo!!

Luci nel cielo in Arizona: è psicosi Ufo
Quattro strani punti luminosi di colore rosso sono rimasti allineati in diverse formazioni per una decina di minuti.

Oltre all'intervista citata dal Corriere, ce ne sono altre. Trovate sul sito Drudgereport.com

Alcune sono a sfavore dell'ipotesi ufo, come quella di un pilota.
A helicopter pilot with the Phoenix police department who was flying last night also saw the objects and said they appeared to simply be some flares hanging from helium balloons. Mailo said he has no idea why his neighbor released the balloons, but he regrets not filming the act.

Altre a favore.
Phoenix resident Kent Titze and his wife watched the lights from their house near Loop 101 and Cave Creek Road.
“It was something I've never seen before,” Titze said. “Right away I thought ‘UFO'.”
Titze's wife Fran rushed to take pictures of the lights.
“To me it looked like clusters of red lights - like three or five of them in each bundle,” Kent Titze said.







P.s. Se non mi ferma nessuno, domani vado all'ufficio brevetti.

lunedì 14 aprile 2008

Writers Death Race

Ma quanto mi piace intrufolarmi nelle competizioni?
Tanto!
Ed infatti eccomi in gara nella Writers Death Race.

Lo so.. Lo so.. Non ne uscirò viva, ma mi son troppo divertita a scrivere il racconto su Zakk Wylde ed il suo Metal Chopper.
E poi adoro cercare le scuse per deprimermi.
Eccomi qui.
Leggete e votatemi.
Anche se non vi piaccio, mica mi scandalizzo!

Che poi non posso neanche contare sul voto dei miei familiari. Mi defenestrerebbero se sapessero che scrivo certe sconcezze!

sabato 12 aprile 2008

Dov'è il mio cappello pensatore??


Come se non avessi già troppe cose da fare, continuo ad inventarmi perditempi.
Spesso, durante le mie giornate trascorse ad ottimizzare il tempo, mi ritrovo ad usare oggetti in maniera impropria.
Non ci si rende conto di quante cose utili si possono fare con un phono, o con le calze di nylon, o con i cd. E così da qualche mese a questa parte, faccio una certa cosa con un certo elettrodomestico. Che svolge la sua attività impropria alla perfezione.
Ma al contempo continuo a chiedermi se non potrebbe svolgerla meglio.
Stamattina ho acchiappato papà, che di cose burocratiche ne capisce, e gli ho parlato della mia idea. Abbiamo fatto una ricerca su google per vedere se esiste uno strumento adatto a quella attività.
Ma non esiste!
Sia in inglese che in italiano, che in francese. Niente! Magari avrà un nome particolare, ma non credo. Anche all'estero l'ho sempre visto sotto la stessa etichetta. Non ha regole nè confini. E' quello punto e basta.

Ho deciso che la settimana prossima andrò all'ufficio brevetti.
Per vedere se veramente ho avuto un'idea originale.
C'è un sito molto utile, che ovviamene si chiama Ufficio brevetti, che spiega in maniera chiara e concisa (anche per me), come e cosa si deve fare. Penso che dovrei rivolgermi a qualcuno che ne sappia più di me di elettronica. E forse anche di design. Ma con un po' di tempo e qualche chiacchiera ce la dovrei fare.
E' che mi spaventa un po' questa particina quà: Dal punto di vista formale occorre preparare una documentazione tecnica comprendente una descrizione e dei disegni che facciamo comprendere in che cosa consiste l’invenzione. La documentazione non deve essere una semplice descrizione di come è fatto il prodotto che si vuole brevettare, ma deve essere scritta in modo tale da evidenziare bene quali sono gli aspetti innovativi sui quali si chiede di ottenere la tutela. La difficoltà nello scrivere il brevetto sta proprio in questo. Anche se si è dei tecnici esperti non è detto che si riesca a scrivere un brevetto nel modo ottimale. E quindi buona regola consultare un esperto in materia che possa aiutarvi.
Preparata questa documentazione di base occorre poi predisporre la modulistica. Questo aspetto è tanto più difficile a seconda degli stati in cui si vuole ottenere un brevetto.


Vedremo un po' che ne viene fuori.

lunedì 31 marzo 2008

She's got balls

Non è facile parlare di questa cosa.. Perchè si sa, quando qualcuno si autocelebra, le offese alla modestia di quel qualcuno si sprecano.
Oggi è un giorno importante.
Oggi è una giornata per me importantissima perchè uno dei miei idoli fa il compleanno. Sto parlando di Angus Young. Lo ricordo ancora, nel fu 1955, a Glasgow, a studiare i suoi riff tra una poppata ed un conato di vomito.
Che bei momenti.
Ed oggi è anche il compleanno di una scoperta della letteratura italiana che è salita alla ribalta per aver vinto il premio Pulitzer 2007, Sara Ciambotti.
La ricordo ancora, che tentava di scrivere le prime parole sulla lavagna della scuola, e che allergica al gesso iniziava a starnutire senza tregua. Fino a quando la maestra non se ne accorse. E da allora le fece fare gli esercizi sul quaderno, con la sua amata bic blu.

Comunque, Sara ed Angus sono intimissimi amici sin dalla giovine età, e vogliono festeggiare insieme il loro compleanno.
Questa sera alle 22 e 30, ad Hyde Park, Sara leggerà i versi cult del suo nuovo libro Un Tip Tap nel Cimitero, ed Angus l'accompagnerà con riff improvvisati. Il tutto condito da tarallucci e vino.
Vi aspettiamo in numerosi!

Ma nell'attesa, gustatevi un assaggio!



P.s. Non scandalizzatevi del pelo sul petto di Sara. In giovine età le sue esplosioni ormonali lasciavano tutti di stucco.

giovedì 13 marzo 2008

Paturnie


Tra la parola sonno, e la parola sogno, la differenza è solo una g.
Ed è per questo che da una settimana a questa parte il mio cervello impone al mio corpo dei tour de force assurdi in cui credo di essere sveglia nonostante io debba dormire, ma in realtà sto sognando.
Sembra strano, eppure.. Così quando mi sveglio la mattina sono già stanca e trascorrerei tutta la giornata a poltrire. Ma non si può!
Martedì prossimo parto per Londra. Vacanzina fuori porta per godere al meglio del caos turistico. Tornerò il giorno di Pasqua, perchè mio fratello non deve perdersi la pasquetta scoppiettante sulla collina davanti casa.
Io avrei preferito restare fuori un giorno in più.. Ma vabbe', meglio di niente.
Per il momento la vacanza è solo una lista interminabile di cose da fare prima della partenza, di cose da fare-vedere-comprare dopo la partenza, e dei memorandum post ritorno.
Ma sono fiduciosa.

La scrittura procede bene. Giorni fa ho riletto tutto quello che ho scritto ed ho rischiato un infarto. In alcuni pezzi sbadigliavo. Le imprecazioni si soniosprecate, ma ho deciso di finire tutto prima iniziare una possibile correzione. Anche perchè conto di avere una folgorante illuminazione per intrecciare una sottotrama.

Prima di chiudere, ho una domanda. Le quattro persone che mi leggono sono pregate di rispondere. Capì?
Quando leggete un libro e trovate parole che vi piacciono, che non avete mai usato ma che vi piacerebbe usare, vi capita di prendere appunti?
Io lo faccio da qualche mese a questa parte, ed ho iniziato senza accorgermene..
E mi sento sempre tanto analfabeta.

giovedì 14 febbraio 2008

Si, viaggiare..


Grazie eriadan!

Questa strip mi ha lasciata a bocca aperta.
L'ho vista, l'ho letta e l'ho contemplata per buoni tre quattro minuti. Complice anche il sonno, ma non solo!

Mi ha fatto ripensare ad un'usanza che avevo a 10 anni.
Mi piaceva da morire Alessandro Del Piero, per lui avrei fatto di tutto! Stavo la notte a vedere le partite della Juve, mi scrivevo la telecronache passo per passo (soprattutto dei tornei estivi), compravo valanghe di riviste.
E tra le tante cose, gli mandavo dei messaggi tramite le banconote, perchè tutte le lettere mi tornavano indietro!
Scrivevo su pezzi da duemila lire "Se questi soldi arrivano a Del Piero, chiamare il.." allegandoci il numero di casa.
I miei, ovviamente, ne erano all'oscuro!
Ma qualcuno chiamò!
Era un uomo che si spacciava per il manager di Del Piero, mi disse di recarmi al teatro stabile di Sulmona, perchè il mio amore sarebbe stato lì a presentare un libro di Pirandello.
Wow! Quand'è amore.. E' amore..
E che culo, Sulmona è proprio vicino L'Aquila!
Dopo aver riappeso iniziai a zumpettare verso mio papà.
Felicissima gli raccontai la strabiliante notizia ed ancor più stupita appresi che i miei mi avrebbero accompagnata. Meraviglioso!

Il Sabato successivo non ricordo a che ora, partimmo per Sulmona.
Papà era sempre più perplesso. Si domandava cosa cavolo avrebbe presentato Del Piero se le opere di Pirandello erano già tutte pubblicate. Qualche collana nuova? O forse qualche inedito? O semplicemente un'enorme cazzata per far divertire una piccola assatanata?
Mamma optava per la terza. Papà era più speranzoso, o allocco, che dir si voglia!

Fatto sta che, arrivati a Sulmona, nevicava.
Il teatro stabile era chiuso da dieci anni e non c'era ombra dell'amore mio.
Io, in preda al panico, costrinsi i miei a girare in lungo ed in largo la città perchè.. Forse avevo capito male.. Forse la presentazione era stata spostata, forse Del Piero stava mangiando a quel ristorante lì..
A quel ristorante lì non c'era, ma io, mamma e papà c'abbiamo mangiato veramente bene.