sabato 30 agosto 2008

Suor Lecca Lecca ed il Lecca Lecca



Ed eccomi di nuovo quì, nel disperato tentativo di dare nuove parvenze a questo blog. Senza, ahimè, riuscirci.
Se ci fosse qualche anima pia che ha voglia di cazzeggiarci, me lo faccia sapere. Avrà tutta la mia gratitudine!

Per fortuna questa estate sta terminando.
Probabilmente è stata la peggiore che io ricordi. All'insegna della colite cronica causata da stress e nervosismo.
Nonostante a me sembri di stare rilassatissima.

Martedì parto.
Londra.
Cazzo.
Non ci sta niente da fare, a me, volare, spaventa. Tanto, ma così tanto, che è proprio tanto!
Eppure quando sono tornata dalla città che amo, a Marzo, non vedevo l'ora di ripartire. Adesso, invece, ho già i patemi.
Per il momento mi dedico ai preparativi, che sono la cosa più gustosa che c'è.

Per la cronaca, a L'Aquila ha aperto una nuova fumetteria, che si occupa anche di fotografia.
Lode a te, santa Valentina.
Si chiama Ucronìa, e si trova in Via Roma 34.
Io ho già fatto visita più di una volta, trascorrendo un intero pomeriggio (o quasi) a chiacchierare con Valentina, appunto, la proprietaria.
Sono felicissima.
Se vi trovate da quelle parti fateci un salto. E' veramente bella.
Piccola ma bella!

venerdì 8 agosto 2008

Ultimamente questo spazietto sta facendo abbastanza schifo.
Colpa mia e del caldo.

Ma mi sto rinnovando. Piano piano e bene bene.
Buone vacanze!

martedì 29 luglio 2008

La Breve Felice Vita di Francis Macomber, di Ernest Hemingway



Solo il titolo è uno spoiler.
Un individuo di sesso maschile diventa veramente uomo quando caccia le palle. E non è un modo di dire.
Quando ha il coraggio, quello vero. Quello che, se manca, fa fuggire a gambe levate davanti a un leone.
Ma che, se c'è, fa affrontare a testa alta un bufalo.
Anche se incarognito, con le froge aperte, carica contro.

Un individuo di sesso maschile non è un uomo se ha tanti soldi, una moglie un po' puttana e la fifa.
Se non ha il coraggio di lasciare la sua donna pur sapendo che sta con lui solo per i soldi. Che si sono spenti insieme, per via dell'abitudine. Che lo tradisce sotto il naso, a distanza di una tenda.

E quando un individuo di sesso maschile diventa davvero un uomo, uno di quelli con le palle coraggiose, ecco che muore.
Da una macchina. Un colpo secco. Mentre sta affrontando un bufalo con le froge aperte che gli carica contro.
Perchè sono le palle che spingono un uomo a lasciare la moglie un po' puttana.
Perchè quando un individuo di sesso maschile diventa un ometto, ha anche il coraggio.
Coraggio di osare, ed orgoglio. Orgoglio per farsi rispettare.

Morale della favola: donne sempre un po' puttane e mariti vigliacchi. Che diventano uomini un tantino troppo tardi.

lunedì 28 luglio 2008

Ieri, di Agota Kristof



Uno spillo entra fulmineo sotto pelle.
Fa un male cane ed esce.
Una goccia di sangue e basta.

domenica 13 luglio 2008

Das Cabinet des Dr Caligari

Ogni locandina è più bella dell'altra.
Rimango troppo tempo a contemplarle.






sabato 12 luglio 2008

Dei Bambini non si sa Niente, di Simona Vinci


Prendete I Santi Innocenti, di Claudio Camarca, e Frisk, di Denis Cooper. Fondeteli.
Ne uscirà Dei Bambini non si sa Niente, di Simona Vinci.

Questa scrittrice esordisce con questo libro nel 1997.
Lo manda a Lucarelli e glielo pubblicano.
E' un romanzo di bambini, di esplorazione, di riviste pornografiche e di racchette.
E' un romanzo tosto, veramente.
Trova le fondamenta sull'ingenuità che spinge un pedofilo ad essere pedofilo, e sul sesso. Un sesso tra bambini, in età puberale.
Un sesso che sa di sudore, di terra e di melone bianco.

So che questo libro ha scandalizzato molto. La Vinci, addirittura, è stata etichettata come malata.
In tutti i suoi libri che ho letto, il sesso dei bambini è sempre presente. Come argomento portante o come interludio. Ma non penso sia malata. Penso abbia piuttosto un pallino. Qualcosa che fa parte di lei, e non propriamente dei personaggi che tratta. Ma c'è da dire che ne parla divinamente. Con disilluso realismo, e molto molto tatto.

E' un bel libro. Che si legge in due ore e ti lascia un po' stordito.
Ma ne vale la pena.

venerdì 11 luglio 2008

Le Avventure di un Rosso Piccione (5)

Stanotte il rosso piccione è tornato molto tardi. O molto presto, che dir si voglia.
Alle 5, 05.
La mamma lo stava aspettando. Sull'uscio della sua camera, con la bavetta secca su una guancia e gli occhi di fuori dalla rabbia.
Il rosso piccione era ubriaco.
Dondolava e non si reggeva sulle gambe. Cercava di rispondere, ma biascicava. Ed le sue parole sapevano d'estate e di mojito.

Accanto alla stanza del rosso piccione, accanto alla cazziata, c'era la sorella del rosso piccione.
La marrone colombella.
Che stava beatamente dormendo.
Lei ha tanto bisogno di dormire, perchè sta preparando un esame. Lei anche sarebbe voluta uscire, ubriacarsi come una scimmia e fare l'alba. Ma lei è responsabile e sa che prima c'è il dovere e poi il piacere.

Svegliatasi di soprassalto, la marrone colombella, ha spalancato la porta ed è uscita in corridoio.
Brandendo il suo uzi ha aperto la bocca ed ha iniziato ad urlare. Come un gabbiano in picchiata sul pesce. Come un maschio che fa l'elicottero.
Ha fatto capire che stava dormendo. Lei.
Il rosso piccione si è nascosto in camera, biascicando un rutto ed una scusa.
Ha serrato la sua porta e non s'è più sentito.
La mamma ha abbracciata la marrone colombella e l'ha ringraziata. Ha provato a baciarla, ma lei è svenuta. L'alito notturno della mamma puzzava di morte e di cose lontane (cit.). Davvero troppo.